Virtù donasti al sol che a sé i pianeti
Ognor tragge, o gran Dio, poi di tua mano
Moto lor desti per l'immenso vano
Che a gir gli sforzi, e unirsi a lui lor vieti:
Ond'è che intorno al sole irrequieti
Rotan mai sempre. Andran da lui lontano,
Se il vigor che gli attragge un dì fia vano,
O in lui cadran, se il lor moto s'acqueti.
Oh eterno Sol che padre all'altro sei
Tua grazia io sento onde ver te mi volga,
E il fomite che va contrario a lei.
Deh! fa che quando il gran nodo si sciolga
Io non fugga in eterno insieme a i rei,
Ma ch'entro a la tua luce alto m'avvolga.