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1729–1799

III.

Giuseppe Parini

Virtù donasti al sol che a sé i pianeti Ognor tragge, o gran Dio, poi di tua mano Moto lor desti per l'immenso vano Che a gir gli sforzi, e unirsi a lui lor vieti:

Ond'è che intorno al sole irrequieti Rotan mai sempre. Andran da lui lontano, Se il vigor che gli attragge un dì fia vano, O in lui cadran, se il lor moto s'acqueti.

Oh eterno Sol che padre all'altro sei Tua grazia io sento onde ver te mi volga, E il fomite che va contrario a lei. Deh! fa che quando il gran nodo si sciolga

Io non fugga in eterno insieme a i rei, Ma ch'entro a la tua luce alto m'avvolga.

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