Vanne, o Vergin felice, entro al romito
Albergo: ivi Umiltade al fianco tieni
Che la rara Concordia unita meni
E il bel Silenzio che sul labbro ha il dito.
Vedrai nel limitar sedersi ardito
Amor, superbo de' feriti seni,
E Invidia tinta d'orridi veleni
E quel di risse eccitator Garrito.
Tu volgi il guardo in lor nubilo e parco,
Qual vincitor che su i vinti rubelli
Torvo sen passa e di lor spoglie carco:
Ma guardati da Amor: co' suoi quadrelli
Aspetteratti insidíoso al varco
Fra gli oziosi e striduli cancelli.