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1729–1799

I.

Giuseppe Parini

O Sonno placido che con liev'orme Vai per le tenebre movendo l'ali, E intorno a i miseri mortali Giri con agili tue varie forme;

Là dove Fillide secura dorme Stesa su candidi molli guanciali Vanne, e un'immagine carca di mali In mente pingile trista e deforme.

Tanto a me simili quell'ombre inventa, E al cor pallido che in me si spande, Ch'ella destandosi pietà ne senta. Se tu concedimi favor sì grande

Con man vo' porgerti tacita e lenta Due di papaveri fresche ghirlande.

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