Chi noi già per l'undecimo
Lustro scendente con l'età fugace
Chiama fra i lieti giovani
A cantar d'imeneo l'accesa face,
E trattar dolci premj e dolci affanni
Con voce aspra da gli anni?
Era gioconda immagine
Di nostra mente un dì fresca donzella
Allor che con la tenera
Madre abbracciata o la minor sorella
Sopra la soglia de' paterni tetti
Divideva gli affetti:
E rigando di lagrime
Le gote che al color giugnean natìo
Bel color di modestia,
Novo di sé facea nascer desìo
Nel troppo già per lei fervido petto
Del caro giovinetto
Che con frequente tremito
De la sua mano a lei la man premendo
La guardava sollecito
Sin che poi vinta lo venìa seguendo,
Ben che volgesse ancor gli occhi dolenti
A gli amati parenti...