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1729–1799

FRAMMENTO DI UN'ODE PER ANGELO MARIA DURINI CARDINALE

Giuseppe Parini

O gl'Insubri e l'Itala E l'ostro alto Romuleo DURIN co' pregi tuoi nato ad ornar, Non mai deltutto misero

Colui sarà che nobili Del core ha moti e vivo immaginar. Prostrato il vulgo giacesi Da la fortuna, e torpido

Fa di se stesso a sé pondo e dolor. Ma Quei, come fa scitico Arco audace a la rigida Corda contrasto col natìo vigor,

Così di sotto al carico S'alza de' mali; e libero Spiega sovente i suoi pensieri a vol; Qual farfalla che i varii

Apre color per l'aria, E il rude involto suo neglige al suol. Destan con atra immagine I danni che il percotono

Spesso ne' petti altrui doglia e pietà: Ed Egli allor con l'animo E con la mente fervida Per mille di piacer vie se ne va:

Per vie che al ricco e all'avido Di fasto o di dominio Già mai da misurar date non fien: O se la noia a premere

Li viene; o il destin volgesi; O se avvinti podagra acre li tien. Or col pensiero Ei levasi Alto sopra l'arbitrio

De' tiranni a stagion ch'or non è più. E gode innanzi a libere Genti veder con l'Egida Alto imbracciata camminar virtù...

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