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1729–1799

FRAMMENTO DI UN'ODE IN MORTE DI DOMENICO BALESTRIERI

Giuseppe Parini

Te dal numero ancor de' fidi amici Te mi rapì la invidiosa morte: E d'affanno e i lagrime infelici Contaminò mia sorte.

Non più i cari alternar dell'alme affetti O i generosi studj a me fia dato; Non più a me il tuo canto almi diletti Libando esser beato;

Sia che de' cigni più sublimi al paro I toschi modi ordissi, o che desìo Nascesse in te di gir famoso e chiaro Col tuo sermon natìo.

Giace la cetra, ed a la fredda mano Di dolce melodia più non risponde; Indomito silenzio occupa il vano Che per te sempre asconde.

Ahi come vanno impetuosi e lievi Gli anni fuggendo! Tu pur ieri adulto Me giovinetto di tua man volgevi De le Pierie al culto:

E i sacri boschi e le sincere fonti M'additavi di Pindo, e l'erta cima, E i calli alpestri onde forz'è che monti Chi vera gloria estima.

Io de' bei detti tuoi nell'alta mente Facea tesoro, e tu n'hai lode in parte, Se alcun ramo di lauro il Dio lucente A questo crin comparte...

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