Te di stirpe gentile
E me di casa popolar, cred'io,
Dall'Eupili natìo,
Come fortuna variò di stile,
Guidaron gli avi nostri
De la città fra i clamorosi chiostri.
E noi dall'onde pure,
Dal chiaro cielo e ada quell'aere vivo
Seme portammo attivo
Pronto a levarne de le genti oscure
Tu APPIANI col pennello,
Ed io col plettro seguitando il bello.
Ma il novo inerte clima
E il crasso cibo e le gran tempo immote..