Il nostro sapientissimo Padrone con venerato motuproprio impone, che da oggi in avanti ogni impiegato, per il ben dello Stato
(per dir come si dice) ari diritto; e in caso d'imperizia o di delitto, lo vuol punito scrupolosamente colla legge seguente.
Se un real Segretario o Cameriere tagliato, puta il caso, a barattiere, ficca, a furia di brighe, in tutti i buchi un popolo di ciuchi;
se un Cancellier devoto della zecca sulle volture o sul catasto lecca, e attacca una tal qual voracità alla Comunità;
se a caso un Ispettor di polizia sganascia o tiene il sacco, o se la spia inventa, per non perder la pensione, una rivoluzione:
son piccoli trascorsi perdonabili, dall'umana natura inseparabili, né sopra questi allungherà la mano il benigno sovrano.
Ma nel delitto poi di peculato, posto il vuoto di cassa a sindacato, chi avrà rubato tanto da campare, sia lasciato svignare.
Chi avrà rubato poco, si perdoni, e tanto più se porta testimoni d'essersi a questi termini ridotto per il giuoco del Lotto.
Se un real Ingegnere o un Architetto ci munge fino all'ultimo sacchetto, per rimediare a questa bagattella si cresca una gabella.
Se saremo costretti a trapiantare un vicario bestiale o atrabiliare, tanto per dargli un saggio di rigore sarà fatto Auditore.
Se un Consiglier civile o criminale sbadiglierà sedendo in tribunale, visto che lo sbadiglio è contagioso, si condanni al riposo.
Se poi barella, o spinge la bilancia a traboccar dal lato della mancia, gl'infliggeremo in riga di galera congedo e paga intera.
Se un ministro riesce un po' animale, siccome bazzicava il Principale, titolo avrà di Consigliere emerito e la croce del merito.
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