Non mi pare idea sì strana la repubblica italiana una e indivisibile, da sentirmene sciupare
per un tuffo atrabiliare il cervello, o il fegato. Fossi re, certo, confesso che il vedermi intorno adesso
balenare i popoli, e sapere, affeddiddio! , che cotesto balenio significa: «vattene»,
io vedrei questa tendenza, a parlare in confidenza, proprio contro stomaco. Pietro mio, siamo sinceri;
la vedrei mal volentieri anche, per esempio, se ogni sedici del mese, alla barba del paese
trottassi a riscuotere. Non essendo coronato, non essendo salariato, ma pagando l'estimo;
che mi decimi il sacchetto o la clamide o il berretto mi par la medesima. Anzi, a dirla tale e quale,
vagheggiando l'ideale per vena poetica, nella cima del pensiero, senza fartene mistero,
sento la repubblica. Ma se poi discendo all'atto dalla sfera dell'astratto, qui mi casca l'asino.
E gl'inciampi che ci vedo non mi svogliano del credo; temo degli apostoli. Come! appena stuzzicato
il moderno apostolato, Pietro, ti rannuvoli? Mi terrai sì scimunito, che grettezza di partito
mi raggrinzi l'anima? Oh lo so: tu, poveretto, senza casa, senza tetto, senza refrigerio,
ventott'anni hai tribolato, ostinato nel peccato dell'amor di patria! All'amico, al galantuomo,
che sbattuto egro e non domo sorge di martirio, dò la sferza nelle mani; e sul capo ai ciarlatani
trattengo le forbici. Dunque, via, raggranellate queste genti sparpagliate tornino in famiglia.
Senza indugio, senza chiasso, ogni spalla il proprio sasso porti alla gran fabbrica. E sia casa, curia, ospizio,
officina, sodalizio, torre e tabernacolo, e non sia nuova Babelle che t'arruffi le favelle
per toccar le nuvole. Perché, vedi, avendo testa di cercare a mente desta popolo per popolo,
ogni Cura in fondo in fondo si rannicchia a farsi un mondo del suo paesucolo; e alla barba del vicino
tira l'acqua al suo mulino per amor del prossimo. La concordia, l'eguaglianza, l'unità, la fratellanza,
eccetera, eccetera, son discorsi buoni e belli; tre fratelli, tre castelli, eccoti l'Italia.
O si svolge in largo amore il gomitolo del cuore (passa la metafora), e faremo in compagnia
una tela, che non sia quella di Penelope; o diviso e suddiviso questo nostro paradiso
col sistema d'Hahnemann, ottocento San Marini comporranno i Governini dell'Italia in pillole.
Se non credi all'apparenze, fa' repubblica Firenze, e vedrai Peretola. E così, spezzato il pane,
le ganasce oltramontane mangeranno meglio.
Cookies on Poetry Cove