Skip to content
1809–1850

LA GUERRA

Giuseppe Giusti

Eh no, la guerra, in fondo non è cosa civile: d'incivilire il mondo il genio mercantile

s'è addossata la bega: Marte ha messo bottega. Le nobili utopie del secolo d'Artù,

son vecchie poesie da novellarci su: oggi a pronti contanti i Cavalieri erranti

con tattica profonda nell'arena dell'oro, a tavola rotonda combattono tra loro,

strappandosi co' denti il pane delle genti. Sì, sì, pensiamo al cuoio, e la gotta a' soldati,

cannone e filatoio si sono affratellati; è frutto di stagione polvere di cotone.

Di guerresco utensile gli arsenali e le rocche ridondano: il fucile sbadiglia a dieci bocche

de' soldati alle spalle, affamato di palle. Né mai tanto apparato d'armi, crebbe congiunto

a umor sì moderato di non provarle punto. Dormi, Europa, sicura; più armi e più paura.

Popoli, respirate: e gli eroi macellari cedano alle stoccate degli eroi milionari:

la spada è un'arme stanca, scanna meglio la banca. Bollatevi tra voi, re, ministri e tribune;

gridate all'armi, e poi desinando in comune, gran proteste di stima, e amici più di prima.

La pace del quattrino ci valga onore e gloria: guerra di tavolino facilita la storia.

Oh che nobili annali, protocolli e cambiali! Hanno tanto gridato sulla tratta de' negri.

Eppure era mercato! Tedeschi, state allegri! finché la guerra tace, ci succhierete in pace.

Ma che è questo scoppio che introna la marina? Nulla: un carico d'oppio da vendersi alla China;

è una fregata inglese che l'annunzia al paese. Qui, l'oppio capovolta dritti e filantropie!

Ma i barbari una volta, oggi le mercanzie migran da luogo a luogo, bisognose di sfogo.

Strumento di conquista fu già la guerra; adesso è affar da computista: vedete che progresso!

Pace a tutta la terra; a chi non compra, guerra.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LA GUERRA · Giuseppe Giusti · Poetry Cove