Quasi obliando la corporea salma,
rapita in Quei che volentier perdona,
sulle ginocchia il bel corpo abbandona
soavemente e l'una e l'altra palma.
Un dolor stanco, una celeste calma
le appar diffusa in tutta la persona:
ma nella fronte che con Dio ragiona
balena l'immortal raggio dell'alma:
e par che dica: «Se ogni dolce cosa
m'inganna, e al tempo che sperai sereno
fuggir mi sento la vita affannosa:
Signor, fidando, al tuo paterno seno
l'anima mia ricorre, e si riposa
in un affetto che non è terreno».