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1809–1850

L'INTERCALARE DI GIAN–PIERO

Giuseppe Giusti

Tutti quanti nel parlare e' si casca più o meno in un dato intercalare che ci serve di ripieno:

Parlo chiaro e dico il vero era quello di Gian–Piero. Fu Gian–Piero di natura un buon uomo, un uomo franco,

senza un grano d'impostura; vale a dire, un corvo bianco in un tempo menzognero: Parlo chiaro e dico il vero.

E dicea: Questo sproloquio, questo porco tu per tu, questo basso vaniloquio, questo eterno su e giù,

è un solenne vitupero: Parlo chiaro e dico il vero. Ascoltatelo a un dipresso: Io per me non raccapezzo

chi non è sempre lo stesso, chi non è tutto d'un pezzo; ho piacere all'uomo intero: Parlo chiaro e dico il vero.

Non mi piace il chiaroscuro, anzi dico apertamente che mi pare un gran figuro, chi non è bianco né nero:

Parlo chiaro e dico il vero. Ogni popolo, direi, che pensasse a' casi suoi; a noi altri, proporrei,

di sbrigarcela tra noi, senza puzzo forestiero: Parlo chiaro e dico il vero. Nell'amore ho sempre usati

patti chiari e manifesti, e certi angioli sfacciati, certi diavoli modesti, mi riescono un mistero:

Parlo chiaro e dico il vero. entrato in frega di poetica nomea; ma trattando di bottega,

d'incensiere o di livrea, sdegnerei d'essere Omero: Parlo chiaro e dico il vero: Il sapere io lo vorrei

collocato su gli altari; ma crediate che darei mille Socrati falsari per un asino sincero:

Parlo chiaro e dico il vero. Parli ognuno a muso brutto, come me, come gli frulla; ma chi chiacchiera di tutto

senza mai venire a nulla, non lo conto per un zero: Parlo chiaro e dico il vero. Che si cava da un Papato

da un Impero senza freno? o direi di fare a meno del Papato e dell'Impero: Parlo chiaro e dico il vero.

Parlo chiaro: in certi casi io che credo fermamente, dico il vero, quasi quasi ho creduto miscredente

tanto il Papa che Lutero: Parlo chiaro e dico il vero. Son filosofo o poltrone? non lo so: ma la più corta

è la via della ragione; anderò dove mi porta, senza darmi altro pensiero: Parlo chiaro e dico il vero.

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