Io non potrò più mai stringermi al petto
l'amata donna e condurrò la vita
da lei diviso, e chi me l'ha rapita
n'andrà superbo ed io mesto e negletto.
La bella intanto all'odïato letto
va renitente e poscia in sé romita
torna con mente tacita e smarrita
alle dolcezze dell'antico affetto.
E le gioie ripete e i lunghi affanni
e l'amor nostro e sé medesma accusa
e teme che il cor mio non cangi tempre.
Passar la veggo in dolorosi panni
e sogguardarmi pavida e confusa,
e par che voglia dirmi «io t'amo sempre».