Io liberale? Signor Presidente!
Io che non penso che a Su' Altezza Reale,
io che pago e sto zitto, io liberale?
Mi creda, in verità, sono innocente.
Io anzi vivo spensieratamente,
perché il Governo non se n'abbia a male;
ma poi, che regni Pasquino o Pasquale,
non me n'importa niente, niente, niente.
Per esser liberal (salvo mi sia)
ci vuol testa, e la testa è una gran noia,
perché la testa dà malinconia;
e per la testa si rischian le cuoia,
e dalle funi di Vossignoria
si va (con reverenza) in man del boia.
Guardi se per la foia
di questa Italia, che sarà una perla,
metta la pena di mostrar d'averla!
Per me tiro a tenerla
sopra le spalle più anni che posso,
e di farmela dura come un osso:
perciò vivo all'ingrosso,
fumo, giuoco a primiera, e sto nel letto
arcisicuro di non dar sospetto;
e se mangio un galletto,
lascio la cresta che mi dicon buona,
per la sua somiglianza alla corona.
La sarebbe minchiona
che un nobile, uno ricco come me,
si confondesse a pigliarla coi Re:
e per concluder che?
Per perder sino all'ultimo quattrino,
e il benefizio d'andare al Casino;
per vedersi vicino
un figuro al teatro e all'osteria,
che dorme a conto della Polizia;
per chiudersi la via
d'esser chiamato a fare il ciambellano,
o messo per tener le mani in mano,
con rescritto sovrano,
qui, per esempio, nelle scarpe sue...
sor Presidente mio, non son sì bue.