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1809–1850

I GRILLI

Giuseppe Giusti

Del nostro Stivale ai poveri nani, quel solito male dei grilli romani

in oggi daccapo fa perdere il capo. È vario il rumore: chi predica l'ira,

chi raglia d'amore; ma gira e rigira, rivogliono in fondo l'impero del mondo.

Nel Nobile guitto, che senza un quattrino ostenta il diritto d'andare al casino,

vi trovo in idea, bastardi d'Enea. Non tanta grandezza, o seme d'eroi

tenuto a cavezza: ritorna, se puoi, padrone di te, o Popolo–re.

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