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1809–1850

GL'IMMOBILI E I SEMOVENTI

Giuseppe Giusti

Che buon pro facesse il verbo imbeccato a suon di nerbo nelle scuole pubbliche; come insegnino i latini,

e che bravi cittadini crescano in collegio; e che razza di cristiani si doventi tra le mani

d'un frate collerico: tutti noi, che grazie al Cielo non siam più di primo pelo, lo diremo ai posteri.

Messo il muso nel capestro del messer padre maestro (padre nella tonaca), fu finito il benestare:

il saltare, il vegetare, lo scherzare, il crescere, davan ombra ai cari frati; e potati, anzi domati,

messi tra gl'immobili, ci rendevano ai parenti mogi, grulli ed innocenti come tanti pecori.

Il moderno educatore, oramai visto l'errore de' Reverendissimi, e che l'uomo tra i viventi

messo qui co' semoventi par che debba muoversi, ha pescato nel gran vuoto la teorica del moto

applicata agli uomini. Il fanciullo deve andare, deve ridere e pensare appoggiato al calcolo.

D'ora innanzi, mi consolo! questo bipede oriòlo anderà col pendolo. O futura adolescenza,

che, filata alla scienza nelle scuole a macchina, beverai nuova dottrina e virtù di gelatina

che non corre e tremola; in te sì che farà spicco depurato per lambicco gas enciclopedico!

Quando il tenero cervello, preso l'albero a modello (per esempio il sughero) succhierà fede e morale

come un'acqua senza sale dal maestro agronomo; spunteranno foglie e fiori senza puzza e senza odori,

come le camelie. Misurati gl'intelletti e le fasi degli affetti con certezza fisica,

e sopite nel pensiero le sublimi ombre del vero, avventate ipotesi, troverem nel positivo

uno stato negativo buono per lo stomaco. Il pacifico marito proponendo per quesito

la pace domestica, colla tepida compagna sommerà sulla lavagna gli obblighi del vincolo;

e Imeneo, fatto architetto, darà figli al quieto letto d'ordine composito. Biasceranno unti di teglia

i fedeli in dormiveglia salmi geometrici; ci daranno i Magistrati certi codici stillati

che parranno spirito; e vangato e rivangato sarà immagine lo Stato del giardin dei semplici.

Chi piantò l'ordin civile sulla base puerile dell'amore unanime? Chi ci fece quest'oltraggio

di premettere il coraggio alla poltronaggine? Ah l'amore è un parosismo! In un lento quietismo

va cullato il popolo. Perché il mondo esca di pene, tanto il male quanto il bene deve star nei gangheri:

e tu, scatto generoso, abbi titolo e riposo nell'Arte Poetica. Lo vedete? Non c'è Cristi:

siamo nati computisti per campar di numeri. Certi verbi, come amare, tollerare, illuminare,

gli ha composti l'Algebra. Dunque crescano le teste ritondate colle seste; regni la meccanica.

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