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1809–1850

CONSIGLIO A UN CONSIGLIERE

Giuseppe Giusti

Signor Consigliere, ci faccia il piacere di dire al Padrone che il mondo ha ragione

d'andar come va. Dirà: — Padron mio, la mano di Dio gli ha dato l'andare;

di farlo fermare maniera non v'ha. Se il volo si tarpa calando la scarpa

a ruota nostrale, che ratta sull'ale precipita in giù, la ruota del mondo

andrà fino in fondo; né un moto s'arresta (stiam lì colla testa) che vien di lassù.

Per tutto si vede che il carro procede, con dietro una calca che seco travalca

con libero piè: e mentre cammina, con sorda rapina i gretti, i poltroni,

i servi, i padroni, travolge con sé. Tra i re del paese qualcuno l'intese

e a dirla tal quale, più bene che male n'ottenne fin qui. Slentando la briglia,

tornò di famiglia; temeva in quel passo di scendere in basso, e invece salì.

Giudizio, Messere! Facendo il cocchiere in urto alla ruota, si va nella mota,

credetelo a me. Pensando a un ripiego, io salvo l'impiego; e voi (dando retta),

rivista e corretta, la paga di Re.

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