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1809–1850

CHINA ALLA SPONDA...

Giuseppe Giusti

China alla sponda dell'amato letto veggo la donna mia, vigile e presta precorrendo ogni moto, ogni richiesta dell'adorato ed egro pargoletto:

ora sospira, ed or lo stringe al petto, e i lini e l'erbe salutari appresta: e nella faccia desolata e mesta parla la piena del materno affetto.

Ebbro di nuova contentezza e pura, tacito seggo dall'opposto lato, tutto converso all'amorosa cura. E negletto quantunque ed obbliato,

non mi lagno di lei, ché di natura basta la voce a rendermi beato.

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