Ma eh? l'Italia, paese sfatto, rifarsi a sorgere tutto ad un tratto!
Un servo, un misero branco di gente, chiamarsi libero liberamente!
Fare alla semplice, in comitiva, anzi in famiglia, a suon d'evviva!
Roba, crediatemi, che a farla altrove, le cose andrebbero non si sa dove!
Di qui le prediche di certi tali; di qui la posola di radicali;
di qui dipingerci tutti a soqquadro, e in buoni termini gridarci al ladro.
Perché ci sentono rozzi e sbrigliati, bella! ci accusano de' lor peccati!
Inetti a muoversi senza che il mondo s'empia di scandali da cima a fondo,
non v'ha da essere nell'universo gente da scuotersi a modo e a verso!
Così dissemina frode e bugia la giornalistica saccenterìa:
così manipola dubbi e sospetti la rabbia in maschera de' Gabinetti!
O porca invidia, che covi in mezzo al diplomatico pettegolezzo,
e, pronta a rodere Stato e Governo, contrasti ai popoli l'amor fraterno;
crepa di rabbia per questa volta: a noi lo spirito della rivolta,
che altrove soffia odio e furore, spira concordia, letizia e amore.
Senza confondersi, giuriamo intanto noi galantuomini dal nostro canto,
spente le borie, le ciarle e l'ire, di farla libera senza arrossire.
Vedete? all'ultimo son furbi i buoni: le vere bestie sono i bricconi.
Quelli che infuriano sopra gli oppressi, in fondo, ammazzano sempre se stessi.
Perché si veggono talor festanti tiranni, ipocriti, ladri e furfanti,
altri bestemmia la gente onesta, e il lato nobile di sé calpesta.
Altri sgomentasi di fare il bene, altri si sdraia sulle catene.
Oh viltà d'animo sfibrato e gretto! o cieca nebbia dell'intelletto!
Non vi sgomentano stragi e rapine? Vergogna! alzatevi! mirate il fine.
Le vere vittime da compatire sono i carnefici, lasciate dire.
Oh perché cessano le voci liete? In tanta gioia di che piangete?
Perché di subita mestizia oppresso, sento le lacrime sgorgare io stesso?
Per man de' barbari Pavia, Milano, vedete, grondano sangue italiano!
Ma zitto... di far confronti là via, finiamola, chiudiamo i conti.
Tutti teniamoci senza clamori la nostra gloria, i nostri errori:
ognun del proprio abbia dicatto a casa propria, e il saldo è fatto.
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