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1809–1850

A UNA DONNA

Giuseppe Giusti

Per poco accanto a te, quasi smarrito della dolcezza, il cor quietò le piume: per poco, ahimè! rapito de' tuoi begli occhi nel soave lume,

sentii lieve ogni pena farsi, e l'anima mia tornar serena. Quanti dolci pensieri i baci tuoi valsero, o mia diletta, a suscitarmi!

E quante volte poi tornai tacito a piangere e lagnarmi dal dì che mi fu tolto tornar di nuovo al desiato volto!

Ma se il destino a me sempre nemico da te, mia cara, a un tratto mi divise, al tuo lontano amico a cui privo di te più non sorrise

la vita sconsolata, vengano i tuoi pensieri, o donna amata. Ad incontrarli tenderò le braccia, come a messaggi di novelle liete;

e per la stessa traccia rivoleranno a te le mie segrete speranze, i miei desiri, e voti e baci e lacrime e sospiri.

Oh sento sempre il tuo tenero amplesso, sento una voce che mi fa beato! Giacer mi sembra adesso col capo sul tuo seno, abbandonato

in dolce atto d'amore, suggendo i labbri tuoi com'ape un fiore. Da quell'ora la mente desiosa sempre d'intorno a te vaneggia ed erra,

ah! più leggiadra cosa e più cara di te non spero in terra di ritrovar più mai: coi primi baci il cor teco lasciai.

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