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1809–1850

A UNA DONNA

Giuseppe Giusti

Facesti l'acqua cheta e l'innocente finché stetti sull'ale e pencolai; ma quando finalmente io mi calai, ti rivoltasti a me come un serpente.

D'intorno a casa continovamente ti fai ronzar d'amanti un viavai; giri e rigiri come gli arcolai, perché dietro di me rida la gente.

Se chiami queste cabale a raccolta colla speranza ch'io doventi matto, al medico la mula si rivolta. Tu piuttosto la testa hai persa affatto,

se non t'accorgi che per questa volta cancelli da te stessa il tuo ritratto.

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A UNA DONNA · Giuseppe Giusti · Poetry Cove