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1809–1850

A GINO CAPPONI

Giuseppe Giusti

Verso le tre mi son sentito male, e dopo avere un pezzo sospirato, là dalle quattro, il ragazzo ho mandato a prendere il mio medico usuale.

Bisogna dir che fosse per le scale a recarmi soccorso incamminato, ché subito il ragazzo è ritornato portandomi il dottore al capezzale.

Con moltissimo amore egli s'è messo a tastar le tonsille addolorate, e dice che non c'è nulla di fesso. Nota, il dottore che me l'ha tastate,

era un buon semolino, un bravo lesso, e un bel piatto di pere giulebbate.

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