Da ria fortuna oppresso, anch'io sperai
Di sottrarmi col tempo al suo furore;
Non però mai degli anni miei sul fiore
Pur un giorno sereno ancor provai.
Arsi lunga stagion, piansi e cantai
De' miei tormenti e de l'altrui rigore;
Vissi penando in servitù d'Amore:
Alfin molto perdei, nulla acquistai.
Tu cantando dal volgo or t'allontani,
E non è chi ti giunga o t'accompagne
Infra i cigni latini o 'nfra ' toscani.
Io, che del Ren le sponde e le campagne
Fo risonar di bassi carmi e vani,
Temo non de l'oblio l'onda mi bagne.