Notturno e solo, a queste mura intorno
Vommen'errando, e queste pietre adoro;
Ch'a me sembra influir pace e ristoro
Questo de la mia dea cielo e soggiorno.
E qual avaro che la notte e 'l giorno
S'aggira ove le gemme asconde e l'oro,
Tal io, dove si cela il mio tesoro,
Vengo, guardo, m'aggiro, e parto e torno.
Entra il pensier dove non entra il passo,
Spargo a l'ombre i sospir tra vivo e morto,
Ed or abbraccio il muro, or bacio un sasso.
Così, quasi nocchier naufrago in porto,
Qui mi ricovro tempestoso e lasso,
E qui rimango infra 'l mio pianto absorto.