Mentre in cristallo rilucente e schietto
Il bel volto costei vagheggia e mira,
Armando il cor d'orgoglio, il ciglio d'ira,
Del suo bel, del mio mal prende diletto.
Vaga del vago e lusinghiero aspetto,
Dice: Ben con ragion colui sospira!
Sembrano a lei, che sue bellezze ammira,
Oro il crin, rose il labro e gigli il petto.
Ah, quel cristallo è mentitor fallace,
Che scopre un raggio sol del bello eterno,
Anzi un'ombra d'error vana e fugace!
Vedrai, se miri il tuo sembiante interno,
Cui ritragge il mio cor, specchio verace,
Angue il crin, tosco il labro, il petto inferno.