O me beato allor ch'io vissi amante
De l'italico Reno in su le sponde,
Ché più bella di questa ivi s'asconde
Quasi un'altra d'amor Roma spirante.
Io veggio, oimè, qui peregrino errante
Le spumose del Tebro e torbid'onde;
Là quelle chiome inannellate e bionde,
Quasi un fiume vid'io d'oro ondeggiante.
Qui la porpora abbonda; e là rosseggia
Quel dolce labro, e di natio colore
Una guancia risplende e porporeggia.
Miro degli archi il trionfale onore;
Ma, lasso, altri colà mira e vagheggia
L'arco d'un ciglio ove trionfa Amore.