Ben ardo anch'io, ma d'un bel viso adorno,
Sol vagheggiando, appago i miei desiri;
Non di lascivo amor provo i martiri,
Ch'ha seguaci al diletto affanni e scorno.
L'anima errando a duo begli occhi intorno
Contempla il bel del cielo in brevi giri,
E levata su l'ali de' sospiri,
Fa in quell'alta beltà nido e soggiorno.
Del mio sterile ingegno ella cultrice
Fa che nasca, troncando ogni tormento,
E frutto e fior d'un'arida radice.
Così provo, Marin, ch'animo intento
Ad un amor pudico arde felice,
E che piacer lascivo è un'ombra, un vento.