Se caduca bellezza, ah, t'innamora,
Dritto è ben che tu pianga e che sospiri,
E chi nutre d'amor vani desiri,
Fra timori e speranze or viva, or mora.
Deh, quel terreno amor che sì t'accora,
A quel sovrano Amor t'inalzi e tiri,
E quel bel, che lassù cieco non miri,
Già Ben amato, or ben amando, adora.
Foco m'arse d'amor già vile e basso;
Or ch'egli poggia al Ciel com'a sua sfera,
Da terra al cielo in contemplando io passo.
Poiché indarno gioir quaggiù si spera,
Beltà mortal per la celeste io lasso,
Però che quella è un'ombra, e questa è vera.