Ecco l'alba in oriente,
Filli mia, già spunta il giorno,
Ecco il ciel fatto ridente,
Ecco fatto il mondo adorno;
Nuova luce i monti infiora,
Nuovo raggio il cielo indora.
Mira, Filli, andar le stelle
Ver l'occaso fuggitive,
Ecco omai le lor facelle
Moribonde e semivive;
Ah, che forse i raggi loro
Rende oscuri il tuo crin d'oro!
Nasce il dì, più che non suole,
Luminoso e sfavillante,
Perché forse impara il sole
Lo splendor dal tuo sembiante.
O vergogna o sdegno prende
Ch'altro sole in terra splende.
Odi l'aure mormorando
Salutar l'alba novella,
Ma di Filli susurrando
Paion dir l'alba è men bella;
E gli augelli, a mille a mille,
Ceda l'alba e viva Fille.
Filli mia, vinto ti cede
De l'Aurora il nuovo albore;
Ma l'Aurora esempio diede
Che beltà va con Amore,
E d'Amor arse già tanto,
Che stillò rugiade in pianto.
L'altro Sol, che sì ti vanti
Pareggiar co' lumi ardenti,
Per due luci fiammeggianti
Provò pur fiamme cocenti;
E 'l calor che seco adduce
è d'amor più che di luce.
Ma tu porti, o mia ritrosa,
Sole in fronte e ghiaccio in petto,
E crudel quanto vezzosa
Il mio duol fai tuo diletto.
Ah, non è bellezza intera
Volto d'alba e cor di fera!