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1582–1626

Fu pregato a far certi versi amorosi

Girolamo Preti

Signor, ch'io canti, oimè, de' vostri amori? Ah, lo 'ngegno non è pari al desio: Che se pietà bramate a' vostri ardori, Pietà non cheggio, e pur la bramo anch'io.

Son de' vostri tormenti i miei maggiori, Né voce mai da questo petto uscio. Come posso ne' vostri e miei dolori Cantar del vostro ardor, se taccio il mio?

Cantate voi de le mie fiamme, e poi, Se giova il lagrimar, piagnerò tanto, Che forse i' piagnerò per me, per voi. Così co' vostri carmi e col mio pianto

Scopransi i nostri amori, e sia tra noi Un bel cambio di lagrime e di canto.

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