Talor la mente inalzo e là m'affiso,
Dove gloria m'invita a' suoi splendori;
Seguo l'orme de' pochi e de' migliori,
Per andarne dal volgo anch'io diviso.
Ma chi vago è di gloria oggi è deriso,
Per l'esempio de' molti e de' peggiori,
Perché la cieca età solo a' tesori,
Com'al sommo de' beni, ha 'l pensier fiso.
E pur questi, che 'l mondo ha per suo fine,
Oro, fasto, tesori, ostro ed impero,
Di fortuna son doni, e poi rapine.
Ond'io, di cecità disciolto il velo,
Perché non seguo il falso e scorgo il vero,
Potrò cangiar, pria che fortuna, il pelo.