Morendo io vivo in amoroso impaccio,
E mentre langue il cor, langue lo stile.
S'io canto o scrivo, oimè, donna gentile
Fa roco il canto, e vacillante il braccio.
Ne l'alma ho il foco e ne la lingua il ghiaccio,
E mia cetra, se piacque, or fatta è vile.
S'alzò l'ingegno ardito, or giace umile,
Se scherzando cantai, piangendo or taccio.
Vorrei ben io ne' carmi alta memoria,
Folchi, lasciar de' miei mal cauti amori,
A la futura età tragica istoria;
Ma se la mia nemica e i miei dolori
Voglion pur di mia morte empia vittoria,
Avrò, lasso, i cipressi, ella gli allori.