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1582–1626

Canto e suono della sua donna

Girolamo Preti

Mentre la bella mia cruda angioletta Muove la mano al suon, la lingua al canto, Attende i cori al varco, e forma intanto Col plettro e con la voce arco e saetta.

Omicida canora impiaga, alletta: Par ch'inviti al gioir, ma chiama al pianto. E vuol d'arciera e di Sirena il vanto, Che lusinga l'orecchio, e 'l cor saetta.

I' crederei, rapito in dolce oblio, Sovra i giri del cielo esser assiso Tra i concerti che fan gli angioli a Dio; Se non che da' begli occhi arso e conquiso,

Ripensando a le piaghe, al foco mio, So che non ha tormenti il Paradiso.

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