Spira dagli occhi suoi l'empia ch'adoro
Di spavento e d'amore alterno un lampo,
Onde, s'io la contemplo, or vivo, or moro,
Temendo agghiaccio, e desiando avvampo.
Così 'ndarno al mio mal cerco ristoro,
Trovando morte, ove sperai lo scampo,
E congiunti per me trovo in un loco
Col diletto il dolor, col gelo il foco.
Talora intento in un bel volto ammiro
Sovrumana beltà, celeste idea,
Onde, s'allor credessi a quel ch'io miro,
L'inchinerei, l'adorerei qual dea.
Ma pari a lo stupor sento il martiro,
Né so se più tormenta o se più bea.
Anzi brieve è 'l diletto, il duolo eterno,
E contemplando un ciel, provo un inferno.