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1582–1626

All'aure.

Girolamo Preti

Aure fresche, aure volanti, Che per l'aria ite vagando E vezzose e mormoranti Tra le fronde ite scherzando,

Mentre a voi dico il mio duolo, Deh fermate il vostro volo. Con voi parlo, aure pietose, Ché costei pietà non sente.

Con voi piango, aure amorose, Ch'al mio pianto ella è ridente. Voi, pietose a' miei martiri, Sospirate a' miei sospiri.

Aure, o voi, volando andate A colei che m'innamora; Sospirando a lei spiegate Il martir ch'entro m'accora,

E con flebili concenti Imitate i miei lamenti. Poi con fiati lascivetti Ventilate il bel crin d'oro,

E sciogliete gli annelletti Di quel vago aureo tesoro. Deh sciogliete il laccio aurato, Per cui muore il cor legato.

Voi con freschi venticelli Gite intorno a quel bel volto, E l'ardor degli occhi belli Sia da voi temprato o tolto,

Onde sien que' raggi ardenti O men belli o men cocenti.

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