Non più saette, Amore,
nel petto di costei,
ch'occidi me, mentre ferisci lei.
Che lo mio cuor, ch'appo del suo dimora,
di sé fa scudo, mentre il stral trabocca,
onde, lasso, a me sol la piaga tocca.
Ma se pur ferir vuoi
lei, che più cruda a me si mostra ognora,
tira l'arco, Signor, quanto più puoi,
sì che l'acuto strale,
trapassando lo mio, tocche il suo core.
Ch'ancor che il colpo poi mi fia mortale,
pur morirò beato a ogni altro uguale,
s'ella dal suo saprà qual è il mio male.