Se comprendeste sì la doglia mia,
com'io comprendo (ahimé) vostra beltate,
non men sarebbe in voi, donna, pietate,
che d'adorarvi in me voglia si sia.
Che se nel vostro viso
si vede di bellezza un paradiso,
nel mio infiammato core
uno inferno è d'affanno e di dolore.