De l'empia Babilonia, ond'è fuggita
ogni virtute e buon costumi fuori,
uscit'io son come da gravi errori
a porto più secur de la mia vita.
Non più già il mondo, ch'al mal sempre invita,
accoglierammi con suoi falsi fiori,
ch'a più bel stato e a pensier migliori
mi son ridotto, ove 'l desio m'aita.
Or poco contra me può far fortuna
nel pover mio tugur nascosto e vile,
dove pazienzia sta fra gelo e caldo.
Ben però cheggio al mio favor quell'una
Madre d'i peccator, col cor umile,
che nel celeste amor mi faccia saldo.