Più volte m'ha la morte detto: – Scrivi,
scrivi quel ch'ora i' dico in lettre d'oro,
io son colei che 'l viso discoloro,
facendo morti in un momento i vivi.
Già tempo fu ch'in te stesso sentivi
il mio poder, pensando mutar coro,
quando d'infirmità stranio lavoro
mi feo propinqua a te, benché fuggivi.
Ma dei saper ch'allor mi ti mostrai,
acciò per tema poi fosti ridutto
a stato assai miglior senza durezza.
Dunque tue colpe piangi e il cor spezza,
e 'l viso fa' che mai non abbi asciutto,
temendo il colpo mio, dur, come sai –.