Giovane e fresca età, qual verde lauro, in vista appar, ma subito qual neve dal sol percossa, manca, perché gli anni volti in gran fuga, il bel viso e le chiome
mutano tosto, e fugge via dagli occhi la vita, ovunque siam, o in poggio o in riva. Stolto è chi spera ognior condur a riva i longhi suoi desir; e più che 'l lauro
si crede aver vigor, ch'a volger d'occhi torbido fassi, come in ghiaccio e neve, perché i pensier col variar de chiome tronca il celeste moto e cangia gli anni.
Fuggendo dunque i giorni, i mesi e gli anni, sì ch'a la morte in un punto s'arriva, o con le brune o con le bianche chiome, seguiamo la virtù, che come il lauro
non teme ardente sol o fredda neve, pria che l'estremo dì ne chiuda gli occhi. Veduti mai non furon sì bei occhi, né sì biondi capei, ch'al fin degli anni
non sian destrutti come al sol la neve, onde, fin che 'l poder dura, e a riva giunti non siamo ancor, di mirto o lauro per degne imprese orniamoci le chiome.
Benché fortuna con le avolte chiome ci mostri il volto allegro e blandi gli occhi, promettendone pur l'età del lauro, non ci fidiam, però ch'infra pochi anni
condurrà tutti in lagrimosa riva, a caldo a freddo a vento a pioggia a neve. Dal cor dunque sgombriamo il ghiaccio e neve, e con sospiri e lacerate chiome
piangemo i nostri error per ogni riva, forse che verso noi moverà gli occhi di sua pietà, quel che ci dona gli anni, acciò acquistiam per palma eterno lauro.
Di lauro, che non manca mai per neve, circondiamo le chiome intorno agli occhi, anzi che vengan gli anni estremi a riva.
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