Fuggendo la pregion del vizio, ov'ebbe
Satan a far di me quel ch'a lui parve,
lungo sarebbe, amici, a ricontarve
quanto d'aver fallito allor m'increbbe.
Ma tanti error chi senza Dio saprebbe
giamai schifar? Che pur spesso m'apparve
quel tentator in sì mentite larve,
che più saggio di me ingannato avrebbe.
Ben veggio come tardi il mio mal seppi,
e con quanta fatica oggi mi spetro
dal senso dov'io stesso m'era involto.
Là dove essorto ogni uom che lasci a dietro
il vizio e tosto spezzi gli suoi ceppi,
perché 'l tardar è periglioso molto.