Occhi piangete, accompagnate il core
a la croce di chi morte sostiene
confitto in quella, ove gir mi conviene,
e lagrimar il mio passato errore.
Questi è colui che per immenso amore
dal sommo ciel in nostro albergo viene,
e rende a noi la già perduta spene,
onde più eternalmente l'uom non more.
Ma ben mi duol ch'i affetti non son pari,
che di sua morte l'amichevol vista
mostra ch'in amar lui siam troppo avari.
E questo è quel che più ch'altro m'attrista,
ch'oggi siano sì pochi al mondo e rari,
che riconoscan quel che 'l ciel n'acquista.