Se col cieco desir che 'l cor distrugge,
contando l'ore, non m'inganno io stesso,
veggio che più che 'l vento il tempo fugge;
che fu per ben oprar da Dio promesso.
Sento colui ch'ogni buon seme adugge
inanzi 'l frutto, esser fatto sì presso,
che dentro dal mio ovil, qual fera, rugge,
e come un mur tra 'l cielo e me s'ha messo.
Oh quante volte mi propongo il bene,
per ridrizzar la mia distorta vita,
e al camin amor mi manca e spene.
Ma pur di quel c'ho letto mi soviene,
che 'nanzi al dì de l'ultima partita,
uom beato chiamar non si conviene.