Io sento dentro al cor già venir meno
gli spirti, che da Dio recevon vita,
mancando quel influsso, che m'aita
contra il velen de l'affetto terreno.
Questo m'avien, perché sì spesso il freno
rallento ai sensi, che quasi smarrita
m'hanno la via del ciel, quando m'invita
vano appetito là, dov'io nol meno.
Perciò qui vergognoso (perché tardo
son stato) a te, Signor, i' vengo, ond'io
merto repulsa, a quel ch'ora risguardo.
Ma drizza tu, Iesu, gli occhi al cor mio,
ch'avrà tanta virtute un sol tuo sguardo,
che trarrà al cielo il basso mio desio.