Nel prato i fior vermigli, i persi, e i bianchi
a l'ascender del sol divengon secchi,
così nel mondo come acuti stecchi,
si fanno i piacer molli a' nostri fianchi.
Tosto i dì miei fien lagrimosi e manchi,
che rade volte avien che l'uomo invecchi.
Ond'io riporto a più felici specchi
gli occhi, ch'in vagheggiar il mondo ho stanchi.
Le piaghe io specchierò del Signor mio,
ch'a guisa d'uno agnel morendo tacque,
per ritirar a sé l'uman desio.
Venite da' mei lumi fonti d'acque,
acciò sia da Iesu posto in oblio
ogni mio error, per cui suo sdegno nacque.