Quando dal propio senso si rimove
l'alma, illustrata ancor nel corpo umano,
al ciel sospira, non come Vulcano,
che suda in rifrescar saette a Giove.
Ma perché il sommo Re, ch'or tona, or piove,
or apre, or serra le porte di Giano,
a quella or è propinquo e or lontano,
mentre il raggio divino è volto altrove.
Vede che non per sé Saturno e Marte
son fere stelle e ch'Orione armato
per sé non sprezza di Nocchier le sarte,
ma che 'l giusto Signor, quando è turbato,
va castigando noi di parte in parte,
acciò che 'l ben verace sia aspettato.