Vago augelletto che cantando vai,
non ripensando alcun tuo duol passato,
ma sol quel ch'è presente, e hai da lato
il seren, l'erbe fresche e i fiori gai,
e lodi il Creator, come tu sai,
e quanto porge il natural tuo stato,
oh quanto allegri il cor mio sconsolato,
levando il canto i dolorosi guai.
Certo da te convien che pur impari
ad esser grato a quel che mi dà vita,
ver cui gli affetti miei son tanto avari.
Però qui spesso tua voce gradita
si faccia udir, che addolcirà gli amari
pensier il canto, che amar Dio m'invita.