Spirto felice, che sì dolcemente
volgei quegli occhi più chiari che 'l sole,
quando da l'angel quell'alte parole
ti furo impresse al cor e ne la mente,
con quanto amore e caritate ardente
mandasti allor al ciel di tai viole
odor soave più ch'esser mai suole,
ch'a novo modo a te Dio fe' presente.
Tu ricevendo il sommo tuo fattore,
copristi lui col bianco e sacro velo,
che per alto destin ti venne in sorte.
Quand'esso poi tuo figlio, per amore
morì sul legno, allor s'aperse il cielo,
e dolce incominciò farsi la morte.