Volo con l'ali de' pensieri al cielo
sì spesse volte, che quasi un di loro
esser mi par, c'han ivi il suo tesoro,
lasciando in terra lo squarciato velo.
Talor mi trema il cor d'un dolce gelo,
sì che nel viso ancor mi discoloro,
tanto splende l'oggetto il qual onoro:
onde parmi cangiar la carne e 'l pelo.
Così infiammato al pio Signor m'inchino,
pregando umilemente che consenta
ch'io spiri l'alma e veggia il suo bel volto.
Responde: – Egli è ben fermo il tuo destino,
non ripensar ad anni vinti o trenta,
che in terra l'uom mortal non può star molto –.