Dicemi spesso il mio fidato speglio
l'imago de la morte, che la scorza
cangiar fa a ciaschedun, tanta è sua forza,
e quando vuol, fanciullo ancide e veglio.
Sie ognior tu apparecchiato pel tuo meglio,
che tosto al fin t'adduce il tempo e sforza:
subito allor, com'acqua il foco amorza,
d'un lungo e grave sonno, mi risveglio.
E veggio ben che 'l nostro viver vola,
e ch'esser non si pò più d'una volta.
Però spesso a me dico tal parola:
così dei viver, che quando fia sciolta
l'alma dal corpo, non s'attrovi sola,
ma con virtude, per cui al ciel sia tolta.